Ha forse ragione Donald Trump?

Ha forse ragione Donald Trump?
Al World Economic Forum in corso a Davos in questi giorni, il platinato President Of The United States ha attaccato i “catastrofisti” definendoli “profeti di sventure “. La polemica è rivolta ai sostenitori della imminente catastrofe ecologica, come Greta Thumberg (anch’essa presente a Davos).
Se possiamo interpretare queste colorite parole come un invito a non farsi intrappolare nell’ideologismo settario e ad analizzare pragmaticamente e senza preconcetti la sfida dei cambiamenti climatici, devo ammettere a denti stretti, non essendo certo un fan del discusso e discutibile POTUS, che non si possa non concordare. La politica più alta, quella fatta per una gestione oculata e lungimirante della cosa pubblica e non per l’effimero consenso elettorale, si poggia sul realismo e sul concreto supporto scientifico (parafrasando G. B. Shaw, usa il “lampione “ dei numeri per farsi illuminare la via e non per aggrapparvisi come un ubriaco).
Sono insomma da guardare con un certo scetticismo certi scenari futuri basati sulle previsioni di aumento della temperatura media del pianeta. La meteorologia è ancora lontana dal comprendere appieno le complesse dinamiche atmosferiche, tanto da diventare completamente aleatoria non appena prova a estendere le previsioni del tempo oltre un arco temporale di poche ore.
Dunque, quali sono i dati scientifici disponibili, dotati di una certa attendibilità? Intanto, le temperature medie stanno aumentando. I ghiacciai tendono a scomparire, i poli si sciolgono. Gli eventi meteorologici estremi sono in aumento esponenziale e si manifestano anche in territori dove erano quasi assenti. Le conseguenze prevedibili sono il progressivo aumento di vittime, danni, distruzioni. Con enormi costi sociali e economici.
Ma Trump non è forse un fervente negazionista dei cambiamenti climatici? Dunque, si pone come un estremista ideologico settario che rifiuta la realtà dei dati scientifici sugli effetti del climate change, aggrappandosi ai numeri come un ubriaco si aggrappa a un lampione: non per farsi illuminare la via ma per non cadere. Insomma, the Donald è il principale bersaglio della sua critica, per una volta efficace e intuitiva. Non si può che dar ragione a Trump: la politica di Trump è avventata, ideologica e portatrice di sventure. In una parola: stupida.

Pubblicato da Federico Orsini

Ho 48 anni, sposato con 3 meravigliose bambine, capannolese di nascita e pontederese di adozione.

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