Voi politici

Voi politici. Questo inciso, in una chat a commento di un’uscita improvvida di un segretario di partito locale, mi ha provocato una istintiva quanto forte irritazione. Non tanto perché politico non sono. Sono un tecnico laureato e un padre di famiglia. Nel (poco) tempo libero, mi occupo di politica locale, approfondendo, proponendo, immaginando i cambiamenti necessari al miglioramento della comunità a partire dalle condizioni date. Il tutto da anni, con serietà e impegno. Soprattutto, gratuitamente. Quindi, non ricavandone alcun compenso, non posso tecnicamente essere definito un politico. Ma, come dicevo, non è questo che mi ha fatto arrabbiare. E’ tutto ciò che presuppone quel “voi”. Cioè la distanza, il disprezzo verso un’intera categoria immaginata come un unicum fatto di opportunismo, cinismo, assenza di valori, cupidigia.

Il qualunquismo che ormai ha pervaso ogni classe sociale, ogni tendenza, tutti i livelli di istruzione, non prevede eccezioni né deroghe: la politica è una malattia implacabile, un virus mortifero di ogni etica e di ogni valore. I politici sono di un’altra razza, di un altro pianeta, sono il male e la causa di tutti i mali.

Perché tutto questo mi fa arrabbiare? Perché, oltre che falso, è profondamente stupido. Sicuramente, la politica non dà spesso miglior prova di sé. Ma è innegabile che la selezione della classe dirigente attuale sia frutto proprio di questa stagione di veleni e disprezzo. Che porta i politici a rincorrere i social, a preoccuparsi della propria immagine, a tentare disperatamente di porsi come nuovi, diversi, altro da partiti e movimenti esistenti nel tentativo di cavalcare la voglia di continua novità dell’elettorato. Quello stesso clima di disinteresse e distacco porta poi grande parte dell’elettorato a premiare questi comportamenti determinando un ceto politico fatto di egocentrismo e superficialità. Il politico che si ponesse diversamente, privilegiando l’approfondimento all’immagine, centellinando la presenza pubblica a favore della qualità e a scapito della quantità, che evitasse sparate populistiche e uscite sgraziate e irrispettose, difficilmente riuscirebbe a ottenere un minimo consenso. Insomma, proprio il complesso meccanismo sociale e mediatico basato sul ripudio dei politici e e sul loro disprezzo, è alla base del mediocre livello della classe dirigente che abbiamo. Una profezia che si auto-avvera.

Inoltre, se le forze migliori del paese, quelle che hanno beneficiato della qualità della sua struttura formativa, che si sono affermate nelle loro professioni, si tengono a forte distanza dalla politica anziché offrire il proprio contributo e partecipare alla vita democratica del Paese, saremo condannati a essere governati dai mediocri anziché dai migliori. Allora, a poco servirà pagarli meno o ridurne il numero. Abbiamo bisogno del governo dei migliori, di competenze alte che ci portino a imboccare percorsi virtuosi di crescita e sviluppo. Ci stiamo invece condannando a un futuro di mediocrità.

Ogni Paese ha il governo che si merita. Perché la classe politica rispecchia chi la elegge, i suoi valori e le sue aspirazioni. Non viene da Marte ma dalle (tante) elezioni a tutti i livelli.

Puoi anche non occuparti di politica, la politica si occuperà comunque di te.

Pubblicato da Federico Orsini

Ho 48 anni, sposato con 3 meravigliose bambine, capannolese di nascita e pontederese di adozione.

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